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IL BOSCO DELLA PARTECIPANZA DI TRINO VERCELLESE

Il Bosco delle Sorti della Partecipanza, situato a Trino Vercellese, è un antico bene collettivo fondato nel 1275 dal marchese Guglielmo VII del Monferrato, al quale Dante dedica gli ultimi versi del VII canto del Purgatorio. In origine la proprietà era condivisa da tutti gli abitanti, poi limitata ai discendenti dei primi “partecipanti”.

Storia e gestione

  • Nel 1493 si stabilì che i nuovi residenti potessero acquistare il diritto di partecipanza.
  • Nel 1528 si discusse la successione alle donne, che furono incluse solo in assenza di eredi maschi.
  • Le donne ottennero il diritto di voto solo nel 1988 e la piena parità dal 2014.
  • Nell’Ottocento furono convertiti 15 ettari a coltura agraria e nel 1903 venne inaugurata Cascina Guglielmina.
  • Nel 1991 il Bosco divenne Parco naturale regionale.
  • Oggi la Partecipanza è un modello di gestione collettiva, certificato FSC e inserito nel Catalogo delle Foreste Dimostrative Pro Silva.

Caratteristiche ecologiche

Con i suoi 586 ettari, è la più grande foresta della Pianura Padana non trasformata in risaia, grazie al terreno argilloso e rialzato.

Il bosco è composto soprattutto da:

  • farnia, carpino, rovere, cerro, betulla, pungitopo, ciliegio e robinia.
    Sono presenti 40 ettari di rimboschimento.

Flora

  • All’inizio del ’900 erano state censite 428 specie; oggi nel parco più esteso si arriva a circa 800 specie.
  • Molte piante sono protette o rare, tra cui:
    Chamaeiris graminea, Caltha palustris, Leucojum vernum, Narcissus poeticus, Gladiolus imbricatus, diverse orchidee e molte altre.

Fauna

L’area ospita una grande varietà di specie:

  • Ardeidi della garzaia di Montarolo (nitticora, garzetta, aironi vari, mignattaio, spatola).
  • Presenza importante di pittima reale, cicogne, gru e rapaci forestali (astore, sparviere, falco pecchiaiolo).
  • Ritorno del picchio nero e presenza di beccaccia.
  • Numerosi mammiferi: scoiattolo, moscardino, tasso, cinghiale, capriolo, lupo e dal 2024 lo sciacallo dorato.
  • Ricca comunità di pipistrelli (almeno 16 specie).
  • Specie isolate o rare di insetti, rettili e anfibi.
    Fra i coleotteri spiccano numerose specie saproxiliche e il cervo volante (Lucanus cervus).

Gestione forestale e cambiamenti climatici

  • Il primo piano di assestamento forestale risale al 1980; oggi è alla terza revisione.
  • Il bosco affronta fenomeni di deperimento della farnia, aggravati da siccità, eventi estremi, patogeni e cambiamenti della falda.
  • L’Università di Torino utilizza strumenti come il treetalker per monitorare accrescimento e fotosintesi.
  • Studi genetici indagano quali individui siano più resistenti al cambiamento climatico.

La Partecipanza oggi

  • Al 28 ottobre 2025 i soci sono 756, di cui 510 uomini e 246 donne.
  • La biomassa del bosco è di 157 m³/ha e gli alberi totali sono circa 220.000.
  • La Partecipanza è riconosciuta come paesaggio agrario storico, bosco da seme, e custode delle orchidee selvatiche.
  • È parte dell’Ecomuseo delle Terre d’Acqua e del progetto “Borghi delle vie d’acqua”.

Uno sguardo al futuro

Dopo 750 anni, la sfida è mantenere la tradizione adattandola alle nuove esigenze, valorizzare il ruolo sociale ed educativo del bosco e rafforzare la gestione sostenibile e partecipata.
Resta un modello unico di governo comunitario del territorio, che unisce storia, natura e impegno collettivo.

Per leggere l'articolo completo, di Raffaella Amelotti, vai su: https://www.piemonteparchi.it/cms/index.php/natura/boschi-e-foreste/item...