Si intitola "Il viaggio di Pavese. Impariamo di nuovo a leggere, impariamo di nuovo a scrivere" la nuova mostra curata dal collezionista Claudio Pavese per la Fondazione Cesare Pavese.
Questa esposizione celebra la passione per la lettura e la scrittura del grande scrittore del Novecento, nato a Santo Stefano Belbo: l'allestimento presenta pregiate edizioni d'epoca, caratterizzate dall'accattivante veste grafica e da un notevole interesse storico-letterario.
Cesare Pavese non fece mai lunghi viaggi: non varcò mai i confini del nostro Paese, non prese mai l’aereo, non mise mai piede nell’America tanto vagheggiata da giovane; il viaggio più lungo lo fece in treno, con le manette ai polsi, per raggiungere il suo luogo di confino in Calabria. Fu quindi un personaggio sedentario? Tutt’altro. Il suo fu un giro del mondo mentale e spirituale compiuto grazie alla lettura e alla scrittura, un cammino che – a differenza nostra – lui non interruppe mai, neppure un giorno. Fu un percorso lungo, faticoso, a volte penoso, ma per lui imprescindibile. Il percorso pavesiano è ricostruito, in questa mostra, a partire dagli abbecedari che si attaccavano ai muri delle classi scolastiche quando pavese era bambino, per arrivare alle opere della celebre collana editoriale Einaudi "I coralli" che, con il romanzo "La luna e i falò", chiude la parabola esistenziale e intellettuale dell’autore.
L'omaggio di questa mostra che è anche un invito a coltivare il piacere della lettura fin da piccoli, come Cesare Pavese, perché – citando Giulio Einaudi – «un giovane che legge diventerà, domani, un adulto che pensa».
Ingresso libero negli orari di apertura della Fondazione Cesare Pavese.
