La Riserva Naturale della Bessa, situata tra Biella e Ivrea, copre i comuni di Borriana, Cerrione, Mongrando e Zubiena, e si caratterizza per il suo paesaggio unico, fatto di morene e formazioni rocciose che ricordano un deserto lunare. La riserva ha un grande valore naturalistico, grazie alla presenza di rocce trasportate dai ghiacciai e alla colonizzazione di licheni, muschi e piante locali. Tuttavia, è anche di grande importanza storica e archeologica, in particolare per l'antica estrazione dell'oro da parte dei Salassi (popolazioni locali) e dei Romani, che crearono miniere a cielo aperto. Ancora oggi, cercatori d'oro da tutto il mondo si riuniscono nella zona per partecipare ai campionati mondiali di cerca dell'oro.
Numerose leggende sono nate intorno alla Bessa, spesso legate all'oro e alle popolazioni antiche. Una delle più conosciute riguarda i "pe’ d’oca" (piedi d'oca), stranieri nordici che giunsero nella zona per insegnare l'arte di estrarre l'oro, ma furono cacciati dai locali dopo essere stati derisi per l'aspetto delle loro calzature. Un'altra leggenda racconta di bellissime fate che, arrivate a Mongrando, insegnarono la stessa arte dell'oro, ma furono allontanate per le stesse ragioni.
La Bessa è anche legata a misteri archeologici, come il culto pagano degli antichi abitanti, che nascosero l'oro in una statua di cavallo durante l'invasione romana, e alla presenza della Piramide della Bessa, una struttura megalitica che risale alla cultura celtica e che era utilizzata per riti legati all'acqua, al femminile sacro e ai massi erratici, considerati divinità di pietra.
Infine, nella zona è presente una folcloristica tradizione di gnomi, che si dice escano a fare il bucato vicino a una fontana, unendo così natura e leggende in una ricca trama di storie che ancora oggi affascinano i visitatori.
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Credito fotografico: Foto di Gianni Innocenti e Maria Chiara Sibille
