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LA GROTTA DEI NEANDERTALIANI

Negli ultimi anni la Grotta della Ciota Ciara, sul Monte Fenera in Valsesia, si è rivelata un sito archeologico di importanza fondamentale per lo studio del Paleolitico medio in Piemonte. Le ricerche condotte dall’Università di Ferrara, attive con metodo sistematico dal 2009, hanno permesso di ricostruire in modo dettagliato la presenza e i comportamenti dei Neandertal, offrendo informazioni preziose sulla loro mobilità e sul rapporto con il territorio.

La grotta, un lungo cunicolo carsico di oltre ottanta metri, conserva tracce di occupazioni umane comprese tra 300.000 e 100.000 anni fa, in contesti climatici molto diversi. È l’unico sito piemontese con resti diretti di Homo neanderthalensis, come denti e frammenti ossei, accompagnati da numerosi strumenti in pietra e ossa animali con segni di macellazione. A seconda delle condizioni ambientali, la Ciota Ciara fu utilizzata sia come rifugio di caccia sia come luogo di soggiorno più stabile.

Le migliaia di manufatti litici rinvenuti mostrano una tecnologia flessibile e pragmatica: i Neandertal sfruttavano soprattutto materie prime locali, come quarzo e spongolite, riservando rocce più pregiate e lontane per utensili destinati a un uso prolungato. Questo comportamento rivela una profonda conoscenza del territorio e una pianificazione consapevole degli spostamenti, lontana dall’idea di un nomadismo casuale.

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Articolo di  M. Arzarello*, J. Arnaud*, S. Daffara*, G. L. F. Berruti*

*Sezione di Scienze Preistoriche e Antropologiche, Dipartimento di Studi Umanistici, Università degli Studi di Ferrara

Credito fotografico: Interno della Grotta Ciota Ciara - Foto M.Sandrini