L'età moderna

Veduta di piazza Castello
Piazza Castello - Torino

Tra il Quattro e il Cinquecento aumenta il controllo sabaudo sulla regione: il duca Amedeo VIII sottomette i principi d'Acaia, e poi i Visconti conquistando Vercelli. Nel 1531, l'imperatore Carlo V concede alla cognata Beatrice, moglie di Carlo II di Savoia, la contea di Asti e il marchesato di Ceva. Ma il Piemonte in questo periodo è spesso teatro di scontri e di occupazioni militari provocati dalla guerra tra Francia e Spagna. Solo nel 1559 con il trattato di Cateau-Cambrésis, Emanuele Filiberto di Savoia ottiene il controllo delle sue terre. Ma i territori, i gruppi sociali e religiosi che entrano a far parte dello stato sabaudo a partire da metà Cinquecento non sono omogenei: nelle città e nelle valli accanto alla maggioranza cattolica convivono gruppi di ebrei e di protestanti. Forti tradizioni istituzionali locali determinano una gestione diretta della giustizia sottraendosi al controllo centrale di Torino nell'ambito di una forte instabilità politica che divide le varie regioni in filospagnole e filofrancesi.
Anche le risorse economiche variano da zona a zona e solo l’introduzione di nuove attività integrative attenua i contrasti economici. Si sviluppano l'allevamento e la tessitura domestica della seta e, verso la fine del Seicento, grazie all'introduzione del mulino da seta, nasce una precoce economia industriale.

Data ultimo aggiornamento: 23/12/2009

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