I Campionissimi di Novi Ligure

A Novi Ligure, in Provincia di Alessandria, Il Museo dei Campionissimi è un omaggio alla storia della bicicletta e del ciclismo e ai suoi protagonisti, in particolare Fausto Coppi e Costante Girardengo che ne hanno ispirato la realizzazione per i loro legami con il territorio novese. Alla loro memoria è dedicata la Sala dei Campionissimi con cimeli e testimonianze inedite della loro gloria di campioni.

Costantino Girardengo, detto Costante (Novi Ligure, 18 marzo 1893 – Cassano Spinola, 9 febbraio 1978) fu il primo Campionissimo nella storia del ciclismo italiano collezionando nella sua carriera innumerevoli successi. Vinse infatti due volte il Giro d'Italia, sei volte la Milano-Sanremo, tre volte il Giro di Lombardia e tre volte il Giro del Piemonte. Oltre che della bicicletta, Girardengo ebbe una  presunta amicizia con un noto bandito italiano del tempo, Sante Pollastri, anch’egli novese. Sante, tifoso del campione, ricercato dalla polizia, era infine espatriato rifugiandosi a Parigi, dove incontrò Girardengo in occasione di una Sei giorni. Il colloquio tra Pollastri e Girardengo fu anche oggetto di una testimonianza che il Campionissimo rilasciò al processo al bandito dopo la sua cattura ed estradizione. L'episodio ispirò la canzone di Francesco De Gregori Il bandito e il campione, la miniserie televisiva RAI La leggenda del bandito e del campione e il libro di Marco Ventura Il Campione e il bandito, ed. Il Saggiatore 2006.

Vai Girardengo, vai grande campione
nessuno ti segue su quello stradone
Vai Girardengo, non si vede più Sante
è dietro a quella curva, è sempre più distante

(Francesco De Gregori, Il bandito e il campione)

Angelo Fausto Coppi, soprannominato "il Campionissimo" o "l'Airone", fu il corridore più famoso e vincente dell'epoca d'oro del ciclismo e a oggi è considerato ancora uno dei più grandi e popolari ciclisti di tutti i tempi. Nacque a Castellania, il 15 settembre 1919 e morì a Tortona il 2 gennaio 1960, all’eta di 40 anni per avere contratto la malaria durante un viaggio nell'Alto Volta, attuale Burkina Faso. Leggendaria fu la sua rivalità con Gino Bartali, che divise l'Italia nell'immediato dopoguerra, anche per le presunte diverse posizioni politiche dei due. Le sue imprese, tra cui la vittoria del Giro d'Italia per 5 volte e del Tour de France per due volte, diventando anche il primo ciclista a conquistare le due competizioni nello stesso anno, e le tragiche circostanze della morte ne hanno fatto un'icona della storia sportiva italiana e a decenni dalla scomparsa la sua popolarità appare immutata.