Forte di Gavi

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Via al Forte, 14 - 15066 Gavi (Al)

Forte di Gavi
Forte di Gavi

La possente fortezza costruita sulla rocca di Gavi, in una particolare posizione strategica, ha origini molto antiche, documentate fin dal Medioevo. I primi radicali interventi di trasformazione dell’antico castello, già parte del sistema difensivo della Repubblica di Genova, vengono eseguiti nel 1540 dall’ingegnere militare Giovanni Maria Olgiati, che ricostruisce l’intera cinta muraria, realizzando i bastioni e trasformando l’originale struttura in un vero e proprio forte. Nel secolo successivo, sempre per volontà della Repubblica, un radicale intervento di ampliamento viene affidato al frate domenicano Vincenzo da Fiorenzuola, esperto di architettura militare, che tra il 1626 e il 1631 conferisce al forte l’aspetto attuale. L’assedio del 1625 da parte degli eserciti francese e sabaudo, quando era stata per la prima volta impiegata la moderna artiglieria, aveva infatti evidenziato la necessità di un adeguamento delle strutture difensive. Il castello viene trasformato nel Maschio del forte, vengono eretti sei possenti bastioni, uniti fra loro da robuste cortine murarie munite di cannoniere, e nella parte bassa della costruzione sorge la Cittadella, con camerate, cucine, cisterne per l’acqua, carceri e scuderie. Successivamente, tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, viene costruita la ridotta del Monte Moro, collegata al forte attraverso una galleria fortificata. I lavori di ampliamento, interni ed esterni, proseguono sino all’inizio del XIX secolo, con la realizzazione di alloggi per militari e ufficiali, polveriere, corpi di guardia e piazze d’armi, con cui il forte si adegua alle nuove esigenze di difesa dovute all’evoluzione delle tecniche militari. Unico caposaldo francese in Italia a non capitolare all’esercito austro-russo prima della vittoria di Napoleone a Marengo (14 giugno 1800), verrà totalmente disarmato nel 1859, e trasformato in un reclusorio penale, rimanendo tale fino all’inizio del secolo successivo. Durante le due guerre mondiali viene utilizzato come carcere militare. Oggi, affidato alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte, è oggetto di interventi di restauro e valorizzazione.

Data ultimo aggiornamento: 03/01/2017