Tu sei qui

TULTEI CON BRUZZU

Tempo di preparazione 
2 ore
Dosi 
4 persone
Tipologia ricetta 
Primi

Ingredienti

4 cucchiai
bruzzu (ricotta ovina fermentata)
1 noce
burro
mezzo bicchiere
crema di latte o pana da cucina
2 etti
erbette
1 chilo
1 litro
latte
3 cucchiai
1 chilo
patate
1
porro
a piacere
sale

Versate la farina a fontana sulla spianatoia, mettete al centro gli altri ingredienti e impastate fino a ottenere un composto omogeneo ed elastico. Formate una palla, coprite con un canovaccio e lasciate riposare.
Tritate finemente i porri e rosolateli in una casseruola con poco olio. Aggiungete il latte e cuocete lentamente il sugo per un'ora circa. A fine cottura unite la crema di latte (o panna), salate e pepate a piacere.
Nel frattempo preparate il ripieno (cin). Sbucciate le patate, fatele cuocere in acqua leggermente salata per circa un'ora, poi passatele al passaverdura. Lessate anche le erbette, scolatele e tritatele finemente. Unite alle patate e alle erbe cotte il sugo di porri, amalgamando il tutto.
Passate la pasta nella sfogliatrice fino a ottenere fogli sottili. Sistemate il cin sui fogli e confezionate dei ravioloni. Cuoceteli sulla piastra e serviteli caldi con il bruzzu, tipico latticino fermentato.
È la ricetta di uno dei piatti poveri della cucina di Ormea, condito con il bruzzu, ricotta di latte ovino fermentata in tini di legno, di aspetto cremoso e sapore piccante, che nell'entroterra del Ponente ligure e nelle aree confinanti si consuma (come il bross piemontese, frutto della fermentazione di formaggi diversi con l'aggiunta, talvolta, di grappa) con la polenta o con pane tostato. Anticamente in alta Valle Tanaro i tultei (tultea al singolare) erano cotti sulle piastre delle stufe a legna e consumati anche freddi, sul luogo di lavoro, oppure, fritti e zuccherati, si davano a merenda ai bambini.