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TAJARIN CON POMODORO E PANCETTA

Tempo di preparazione 
1 ora
Dosi 
4 persone
Tipologia ricetta 
Primi

Ingredienti

1
cipolla
3 etti e mezzo
farina di frumento
1 cucchiaio
olio extra vergine di oliva
1 fetta da 1 etto
pancetta tesa
1 mestolo
salsa di pomodoro
3
uova
2 cucchiai
vino barbera
sale

Disponete la farina sulla spianatoia, unite le uova, un pizzico di sale, l'olio e impastate a lungo fino a ottenere un composto molto sodo. Ricoprite con un tovagliolo e lasciate riposare per un'ora.
Riprendete la pasta, lavoratela un momento, quindi tirate una sfoglia molto sottile e lasciate asciugare per una decina di minuti. Cospargetela di farina, arrotolatela su se stessa e tagliatela a striscioline piuttosto fini.
Soffriggete nel burro la cipolla finemente tritata e la pancetta a dadini. Unite la salsa di pomodoro, bagnate con il vino e continuate a cuocere per una decina di minuti, rimestando spesso e regolando di sale.
Cuocete le tagliatelle in abbondante acqua salata, scolatele e conditele con la salsa al pomodoro.
I tajarin delle valli sono ben diversi da quelli di Langa sontuosi di rossi d'uovo: in montagna le uova erano preziosa merce di scambio per le donne che scendevano alla villa - così gli abitanti delle borgate denominavano il centro principale - e le vendevano al di fuori del controllo diretto del capofamiglia. I tajarin restavano il piatto della domenica. Particolarmente rinomati questi, caratteristici di Roaschia: alla loro fama contribuisce anche acqua a bassa durezza delle sorgenti del paese - la più conosciuta è la Dragunera, appena fuori dell'abitato -, particolarmente adatta alla cottura.