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CATTEDRALE DI SANTO STEFANO PROTOMARTIRE

I lavori per la ricostruzione del duomo vengono avviati nel 1773. In questa fase preliminare della ristrutturazione, parte delle scelte artistiche vengono fatte dal canonico Giuseppe Antonio Gromo, nominato vicario generale della diocesi, al momento dell’arrivo del vescovo Giulio Cesare Viacini. La scelta del linguaggio neogotico coincide non solo con gli altri monumenti lombardi e piemontesi coevi, ma è considerata la più adatta anche per il forte ritorno alle origini della dottrina e della pastorale di quegli anni. La prima fase di ristrutturazione della cattedrale -dal 1772 al 1803- comprende l’ampliamento e la costruzione delle due navate laterali e delle quattro cappelle (due per ogni lato), intervallate da altrettanti locali rettangolari; la sistemazione delle parti conclusive delle due navate laterali, la costruzione della sacrestia e dell’aula capitolare, la sistemazione delle due cappelle che si aprono a livello del transetto (Epifania a sinistra e Sacramento a destra), la costruzione dei sepolcreti dei canonici e dei vescovi nel sotterraneo. Per quanto concerne la decorazione pittorica dell’edificio invece, sono eseguite la decorazione dell’abside, del presbiterio e della cupola. Nel 1795 Giovannino Galliari firma la prospettiva della parte destra del presbiterio, mentre nel 1784 Carlo Cogrossi esegue la grande ancona dell’abside raffigurante l’Assunzione della Vergine. Nella seconda fase di ristrutturazione della fabbrica del duomo invece, i lavori si concentrano sulla costruzione di altre cappelle: Madonna delle Grazie, Dottrina Cristiana, Annunciazione e Immacolata; quindi il prolungamento di un’arcata della navata della Chiesa e l’aggiunta in facciata del pronao di Felice Marandono. Tra gli architetti che intervengono in questo secondo periodo, una delle personalità più significative è Nicola Martignano Tarino, più volte ricordato nei progetti per la costruzione di ponti e strade nel territorio circostante. La seconda fase della decorazione pittorica del duomo riguarda il completamento delle navate e delle cappelle laterali.

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